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Il tratto ferroviario tra Poggibonsi e Colle di Val d’Elsa

Pista ciclabile

Il tratto ferroviario tra Poggibonsi e Colle di Val d’Elsa

Pista ciclabile

Il tratto ferroviario tra Poggibonsi e Colle di Val d’Elsa

Facciata della stazione

Il tratto ferroviario tra Poggibonsi e Colle di Val d’Elsa

Comune: Poggibonsi

Data/periodo: La stazione di Poggibonsi è stata costruita nel 1849 come stazione di corsa della Ferrovia Centrale Toscana che collegava Empoli a Siena.

Descrizione: La stazione costruita a Poggibonsi nel 1849, dotata di tre binari, si componeva di un unico corpo di fabbrica a due piani con porticato al piano terreno. Dopo la Prima Guerra mondiale, l’edificio venne abbellito con una pensilina dal disegno Liberty realizzata dal gruppo Breda. Pesantemente bombardata durante il secondo conflitto mondiale, nel 1951 la stazione venne ricostruita nelle forme attuali in piazza Mazzini, un centinaio di metri più a sud del vecchio fabbricato viaggiatori.

Tra il 1884 e il 1885 venne realizzato il tratto ferroviario dalla stazione di Poggibonsi alla cittadina di Colle di Val d’Elsa, rimasta esclusa dall’inserimento nella direttrice Empoli-Siena. Per la verità, già dal 1860 erano stati compiuti studi per collegare Poggibonsi a Colle e poi a Saline di Volterra e a Cecina, in un ampio progetto di connessione della Centrale Toscana alla Ferrovia Maremmana, ma a parte la costruzione di alcuni tratti il progetto non fu mai compiuto.

La strada ferrata da Poggibonsi a Colle di Val d’Elsa, progettata dell’ingegnere Cecilio Arpesani, era a scartamento standard, a binario unico con fermata intermedia alla Rocchetta. Nel tentativo di ridurre al minimo i costi di realizzazione, venne evitato il traforo del colle di Maltraverso, che avrebbe ridotto molto i tempi di percorrenza, e fu scelto un tracciato più lungo di circa 8 chilometri su un terreno che si snodava a ridosso del fiume Elsa. Per la costruzione della ferrovia vennero utilizzate rotaie leggere, collegate alle traversine con un sistema detto ad “attacco diretto”. Il percorso era caratterizzato dalla presenza di molte curve di corto raggio, le più strette di tutta la rete nazionale, pendenze e diversi passaggi a livello anche incustoditi, aspetti questi che condizionarono costantemente la circolazione di alcuni gruppi di locomotive e la velocità dei treni, che è sempre stata piuttosto ridotta.

La Poggibonsi-Colle, nonostante un discreto successo iniziale, non riuscì mai a conseguire risultati economici di rilievo e in più di un’occasione Ferrovie dello Stato, che dal 1934 ebbe in gestione il tratto, minacciò di sospendere il servizio. Con alti e bassi la ferrovia ha continuato a funzionare, tanto che negli anni Settanta, all’interno di un programma di interventi di FS per ammodernare il tracciato Empoli-Siena, venne compresa anche la diramazione verso Colle, che avrebbe dovuto essere ricostruita quasi interamente su un nuovo percorso che comprendeva il traforo del colle di Maltraverso. I lavori iniziarono, ma intorno agli anni Ottanta furono interrotti per l’esaurimento dei fondi; nel 1981 venne sospeso il servizio passeggeri, ormai sostituito dal trasporto su gomma, mentre il servizio merci è rimasto attivo fino al 1987, quando la linea è stata definitivamente chiusa.

Dopo la dismissione, l’idea prevalente era quella di trasformare il vecchio tracciato in pista ciclabile. Si propose anche la realizzazione di un museo ferroviario, dal momento che la ferrovia era un vero e proprio esempio di archeologia industriale, avendo subito nel tempo pochi lavori di ammodernamento; nel 1990 si costituì un’associazione che elaborò un progetto di percorso museale che però non avrà seguito.

Nel 2009, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dichiarato dismessa la tratta ferroviaria e ha disposto il passaggio di proprietà del tracciato e dei fabbricati agli enti locali, che hanno avviato il progetto per la realizzazione della pista ciclabile: un intervento inserito nel Piano di Sviluppo Urbano Sostenibile presentato dai Comuni di Colle di Val d’Elsa e Poggibonsi in un’ottica di valorizzazione integrata e di promozione del territorio. Il vecchio tracciato ferroviario, già predisposto naturalmente per un utilizzo ciclabile con pendenze minimali e protezioni ai lati, è stato modificato con la stesura di materiale stabilizzato sul livello dei binari e il ripristino o la ricostruzione delle recinzioni con materiale eco-compatibile. La pista è stata aperta nel 2011 ed è inserita nella rete di percorsi ciclo-turistici valdelsani.

Bibliografia:

Betti Carboncini A., Siena e il treno: dalla strada ferrata centrale Toscana ai giorni nostri. Ferrovie secondarie e industriali, Cortona, Edizioni Calosci, 1991, pp. 151-160, 181-204.

Broggi C., Bartalozzi C. e Pozzi F., Sviluppo urbano e piani regolatori a Siena e provincia in Quattrocchi L. (a cura di), Architettura nelle terre di Siena. La prima metà del Novecento, Fondazione Musei Senesi, Cataloghi, n. 8, Milano, Silvana Editoriale, 2010 pp. 107-118.

Guerranti L. e Mantelli G., L’epoca delle strade ferrate. Un treno per Colle: strada ferrata Poggibonsi-Colle Val d’Elsa nel 125° anno dalla costruzione (29 marzo 1885 – 29 Marzo 2010), Poggibonsi, Nencini Editore, 2011.

Maggi S., Le ferrovie, Bologna, Il Mulino, 2013.

Autore scheda: Silvia Vellini

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