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Le Caldane

Acqua della sorgente

Le Caldane

Acqua della sorgente

Le Caldane

Sorgente termale

Le Caldane

Vasca principale

Le Caldane

Piccole vasche

Le Caldane

Piccola vasca

Le Caldane

Comune: Colle di Val d’Elsa

Denominazione: Bagno

Descrizione: L’area delle Caldane sorge nelle vicinanze dell’antica Aelsa, ricordata fra le stationes dove nel 990 d.C. aveva sostato il vescovo di Canterbury Sigerico nel suo viaggio di ritorno da Roma, città nella quale aveva ricevuto il mantello vescovile da papa Giovanni VI. Il pellegrino che giungeva da Badia a Isola e si dirigeva verso San Gimignano, arrivato alla Pieve a Elsa, poteva guadare il fiume e continuare il cammino verso San Gimignano.

Il particolare toponimo, le Caldane, suggerisce la presenza di una sorgente dalla quale scaturisce una vena d’acqua calda che, oltre ad alimentare un bagno termale dalle numerose proprietà terapeutiche, veniva sfruttata anche per muovere i ritrecini del vicino mulino che, dal Settecento, era di proprietà dei senesi Venturi-Gallerani. Queste polle, che hanno una portata di circa 85 litri al secondo, si riversano nel fiume Elsa e rappresentano un importante apporto idrico, secondo soltanto a quello delle vicine sorgenti de Le Vene.

L’insediamento termale risale al periodo etrusco e fu sfruttato anche in epoca romana (probabilmente era a corredo di una domus o di un pagus). Fu distrutto dai Senesi nel 1260 e ripristinato dai Colligiani nel 1440.

Nel 1822 lo studioso Giuseppe Passeri condusse una ricerca approfondita sulle caratteristiche di queste acque di tipo solfato-calcico-magnesiaco, raccogliendo anche testimonianze scritte di guarigioni avvenute grazie al loro utilizzo. Il suo progetto era quello di costruire sul posto uno stabilimento termale. Avviò dunque i primi lavori, racchiudendo ciascuna polla in una vasca in modo da non contaminare le altre sorgenti: le prime due vasche raccoglievano le acque solfuree, adatte alle malattie cutanee, la terza raccoglieva la polla principale destinata ad alimentare la vasca grande e la gora, mentre la quarta conteneva le acque per la cura dei reumatismi e delle malattie nervose; c’era infine una quinta vasca, della quale non si conoscono le proprietà terapeutiche. L’intero complesso era stato dotato di una copertura a travicelli e legname fine, con scalette e porte per accedere alle vasche. La deperibilità dei materiali scelti per le coperture non ha permesso la loro conservazione. Sono ancora visibili, invece, le parziali murature che racchiudono le singole sorgenti.

Bibliografia: 

Bastianoni C., Ninci R. e Casprini F., Guida Storica illustrata di Colle di Val d’Elsa, Pisa, Pacini Editore, 2011.

Mattone Vezzi E., Vestigia etrusche e romane nel colligiano, in “Miscellanea Storica della Valdelsa”, Anno XXIX, fasc. 1-2, 31 maggio 1921, p. 28.

Passeri G., Memorie delle acque minerali del Bagno delle Caldane ovvero di San Marziale presso Colle di Val d’Elsa, Colle di Val d’Elsa, Eusebio Pacini, 1823.

Rosetti E. e Valenti L., Terme e sorgenti di Toscana, Firenze, Le Lettere, 2007.

Altre fonti: Scheda ICCD di riferimento: ASBAP Si e Gr: scheda di catalogo n. 00494358.

Autore scheda: Annica Gelli

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