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Le gore e le fabbriche

Cartiera Lo Spedale

Le gore e le fabbriche

Lavatoi

Le gore e le fabbriche

Gora di Piazza

Le gore e le fabbriche

Gora Maestra

Le gore e le fabbriche

Callone Reale

Le gore e le fabbriche

Comune: Colle di Val d’Elsa

Descrizione: Lo sviluppo economico e urbano di Colle di Val d’Elsa si deve in particolare allo sfruttamento delle acque dell’Elsa che, opportunamente canalizzate, venivano utilizzate per azionare i retrecini, ruote idrauliche collocate orizzontalmente sotto le macine dei mulini e degli altri edifici manifatturieri che sostituivano il faticoso lavoro dell’uomo e degli animali.

Il fiume, dopo la cascata del Diborrato, risulta sempre più incassato fra alte ripe. I mulini che vi erano costruiti, a causa delle rovinose piene stagionali e dei frequenti movimenti franosi, erano continuamente danneggiati. Così, per sfruttare totalmente le acque perenni dell’Elsa e limitare al minimo i danni, si costruì una steccaia ai piedi del ponte di San Marziale; questa non solo tratteneva l’acqua, ma la dirigeva anche verso il Callone Reale. L’ingresso era regolato con una saracinesca che, opportunamente alzata, faceva entrare nella gora la giusta quantità d’acqua; da lì, grazie alla naturale pendenza del terreno, l’acqua era condotta a Colle, nel sobborgo di Spugna. Successivamente, il canale fu prolungato, arrivando a passare vicino alle mura che cingevano Colle per poi tornare nuovamente nell’Elsa.

Agli inizi del Duecento il territorio era assai popolato. I “Franchi”, ovvero coloro che avevano riscattato la loro libertà e si erano costituiti in libero Comune, acquistarono dei terreni nella zona di Sant’Agostino, alle pendici dell’antica Piticciano, e un appezzamento lungo la gora. Si stabilirono quindi in quest’area e sfruttarono la presenza dell’acqua: la gora più antica fu scissa mediante una “divisa” (o “recisa”) posta all’altezza dell’antica Porta al Concello; lo spartiacque, costituito da una pietra cuneiforme, permise di indirizzare l’acqua in un nuovo canale, conosciuto come Gora di Piazza, che percorreva la via Maremmana e si dirigeva verso la Porta Oliviera, dove sorge attualmente la piazza Arnolfo; uscita infine dalla cerchia muraria, la gora restituiva le acque al fiume Elsa. Il piano intorno alla nuova gora viene indicato, in alcune compravendite del 1230 e 1231, come a le Fabriche, terminologia che evidentemente sottolinea la funzione manifatturiera della zona. La bassa variazione della portata stagionale dell’Elsa, determinata dalla presenza di sorgenti perenni, garantiva la possibilità di lavorare anche nei mesi estivi.

Il sistema delle gore ebbe una funzione importante anche per il Comune, che possedeva molti opifici, riscuoteva le tasse su questi e sull’utilizzo delle acque e applicava un severo controllo sulle gore, impedendo a chiunque di trattenere o deviare le acque, di alterare l’altezza dei docci, di danneggiare la steccaia di San Marziale o di far pascolare il bestiame sulle sponde dei canali.

Gli edifici andanti ad acqua non erano solo mulini da cereali, ma anche edifici polifunzionali che potevano ospitare attrezzature per la concia dei pellami, “roterie” per forgiare gli acciai, gualchiere da panni, molazze per sbriciolare i minerali e la polvere da sparo, il gesso, l’alabastro, le olive e i semi di lino. Successivamente furono impiantati edifici da carta nei quali l’acqua serviva sia a muovere le molazze, dove si sfibravano i cenci, sia per macerare la sospensione fibrosa ed ottenere fogli di buona qualità.

Per Colle e il territorio circostante fu il principio di una fervida espansione di attività artigianali, le quali divennero rinomate anche nelle città vicine; per la carta si aprirono addirittura i mercati lontani delle città collocate nel bacino del Mediterraneo.

L’impianto idraulico delle gore è tuttora attivo e gli edifici andanti ad acqua si individuano ancora lungo il percorso; benché non più funzionanti, descrivono un operoso passato e rappresentano un eccellente esempio di architettura vernacolare.

Bibliografia:

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Bastianoni C., Leonzio C. e Viciani R., Acqua di Colle di Val d’Elsa. Percorsi e memoria, Siena, Protagon, 2005.

Bastianoni C. e Ninci R., Ruote, mulini. Gualchiere “andanti ad acqua” a Colle Val d’Elsa (secoli XI-XX) in M. Valenti (a cura di), Carta archeologica della provincia di Siena: Val d’Elsa, Siena, Nuova Immagine, 1999, p. 356.

Bloch M., Avvento e conquista del mulino ad acqua, in Lavoro e tecnica nel Medioevo, Bari, Laterza, 1969, pp. 73-110.

Dini F., Le cartiere in Colle di Valdelsa, in Carta e cartiere a Colle, miscellanea di studi raccolti a cura del Comitato Scientifico per l’allestimento del Museo, Firenze, Tip. Baccini e Chiappi, 1982 [ed. orig. 1902].

Gelli A., Acque vive: le gore di Colle di Val d’Elsa e gli edifici andanti ad acqua, Milano, Franco Angeli, 2009.

Moretti I., Le gore di Colle, in Colle di Val d’Elsa nell’età dei granduchi medicei. ‘La Terra in Citta et la Collegiata in Cattedrale’, interventi in occasione della mostra tenutasi a Colle di Val d’Elsa (7 giugno – 25 ottobre 1992), Firenze, Centro Di, 1992, pp. 50-56.

Muzzi O., Espansione urbanistica e formazione del Comune. Colle Val d’Elsa tra XII e XIII secolo, in “Miscellanea Storica della Valdelsa”, Anno CIV, fasc. 1, 1998.

Ninci R., Colle di Val d’Elsa: una memoria storica da salvare, Colle di Val d’Elsa, Grafica Boccacci, 1996.

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Sabbatini R., Di bianco lin candida prole: la manifattura della carta in età moderna e il caso toscano, Milano, Franco Angeli, 1990.

Stopani R., L’organizzazione del territorio colligiano tra Cinque e Seicento: la distribuzione della popolazione, gli insediamenti, le infrastrutture, in Colle di Val d’Elsa nell’età dei granduchi medicei. ‘La Terra in Citta et la Collegiata in Cattedrale’, interventi in occasione della mostra tenutasi a Colle di Val d’Elsa (7 giugno – 25 ottobre 1992), Firenze, Centro Di, 1992, pp. 29-39.

Ulivieri D., L’ecostoria dell’architettura vernacolare, Pisa, SEU, 2001.

Altre fonti:

Biblioteca Comunale “M. Braccagni” di Colle di Val d’Elsa, Archivio Ceramelli Papiani, n.133, inserto non numerato: Capitoli sopra le gore. Sua condotta et dell’acqua a Colle.

Autore scheda: Annica Gelli

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