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Castello di Strozzavolpe

Castello di Strozzavolpe

Castello di Strozzavolpe

Luogo: Strozzavolpe

Comune: Poggibonsi

Data/periodo: Le origini del castello risalgono alla prima metà del XI secolo; interventi successivi furono eseguiti nel corso del XV, del XVI e del XVIII secolo, mentre i restauri più consistenti sono stati effettuati nell’Ottocento.

Descrizione: Il castello di Strozzavolpe fu costruito nella prima metà dell’XI secolo su una collina, in posizione strategica all’incrocio tra la Cassia e la Francigena.

Il nome deriva probabilmente da Scoriavolpe, cognome dei vassalli che tenevano il castello per conto del feudatario Guido Guerra, signore di Strozzavolpe come di gran parte del territorio di Marturi. Proprio il conte Guerra fu autore della fortificazione del cassero e del corridoio sotterraneo che collegava questo castello con Poggiobonizzo.

Nel 1240, il corpo centrale del castello venne circondato da mura merlate, dotate di un percorso di camminamento rinforzato da due torri, ed assunse la forma irregolare che anche oggi mantiene. Un fossato con l’acqua circondava i muri a scarpa, mentre l’accesso al castello, posto alla base di una delle due torri, avveniva mediante un ponte levatoio.

Nel corso dei secoli, i diversi proprietari hanno progressivamente modificato la configurazione del complesso. Passato di proprietà dai Conti Alberti ai Salimbeni, il castello all’inizio del XIV secolo manteneva ancora un carattere prettamente militare; quando alla fine del secolo passò alla famiglia Adimari, venne trasformato in abitazione padronale. Come era consuetudine nelle case fiorentine, vennero ricavati due piani collegati con una scala interna: al piano terra c’erano una sala d’armi, una sala da pranzo e altri vani di uso comune, mentre al piano superiore si trovava l’abitazione delle donne.

Nel 1590, sotto la famiglia Rinuccini, venne costruita una cappella gentilizia sotto la torre est del castello, torre che nel 1722 venne abbattuta dai successivi proprietari, i Ricciardi, perché pericolante. Nel 1659 fu ospite del castello l’artista napoletano Salvator Rosa, amico di un figlio illegittimo della famiglia. Nel XVIII secolo, i Serguidi fecero affrescare i soffitti di alcune stanze coprendo le precedenti pitture, mentre nel 1826 Alberto Da Cepparello fece costruire all’interno del palazzo una grande scala in pietra serena dall’architetto De Fabbris.

Gli interventi maggiori risalgono al XIX secolo, sotto la proprietà di Alessandro Bizzarri, che dopo il crollo del tetto determinato da una forte nevicata incaricò l’ingegnere Jacopo Rigacci di dirigere i lavori di restauro integrale del castello. In quell’occasione i merli in pietra originali vennero incorporati nel rialzamento del tetto, dotato di una nuova merlatura in mattoni poggiante su beccatelli. Questo provocò un rialzamento del corpo centrale oltre l’altezza delle mura esterne e, conseguentemente, fu necessario innalzare anche la torre di ingresso, che infatti presenta nella parte alta la stessa merlatura a mattoni. In quell’occasione, l’antico gettatoio venne trasformato in balconcino con loggetta e venne prosciugato il fossato.

Durante la Seconda Guerra mondiale il castello divenne sede di un comando militare, con conseguente dispersione di gran parte delle armature conservate nella sala d’armi, mentre nel 1950 il proprietario Aldo Arcangeli fece uno studio approfondito sulla storia del complesso, che attualmente appartiene ai Banchi-Arcangeli.

Oggi il castello di Strozzavolpe mantiene di originale solo buona parte delle mura. Ci si arriva risalendo un viale di cipressi e una rampa a gradoni. Un ponte in legno conduce al portale d’ingresso, sormontato dallo stemma in pietra serena della famiglia Ricciardi. All’interno, in posizione centrale, si trova il palazzo (che dell’antico cassero mantiene solo la posizione), vari edifici di servizio con sotterranei disposti lungo le mura e la cappella gentilizia costruita nel XVI secolo.

Come ogni castello, anche quello di Strozzavolpe ha le sue leggende e i suoi fantasmi.

Una riguarda una grossa volpe che lanciava fiamme dalla bocca e fu strangolata dal signore che aveva fondato il fortilizio. Il mago di corte predisse che il castello sarebbe durato quanto il corpo dell’animale, così il signore riempì la carcassa d’oro e la fece seppellire nelle fondamenta dell’edificio. Un giorno un terrazzano, lavorando la terra, disseppellì il prezioso tesoro, ma due cavalieri dalle strane armature, sopraggiunti al momento della scoperta, percossero l’uomo e fuggirono con la volpe (secondo la leggenda si trattava degli spiriti che custodivano i resti dell’animale); oggi, nelle notti di luna piena, si narra che la volpe si aggiri nei boschi della tenuta.

L’altra leggenda riguarda la dama Cassandra Franceschi, sorpresa dal marito Giannozzo Da Cepparello mentre si intratteneva con un paggio. Il marito li fece murare vivi nella stessa camera da letto dove furono sorpresi e pare che da allora, in quella stanza, si sentano delle misteriose presenze.

Bibliografia:

Arcangeli A., Castello di Strozzavolpe, in “Quaderni Poggibonsesi”, n. 4-5, anno III, novembre 1960.

Cammarosano P. e Passeri V., I castelli del senese: strutture fortificate dell’area senese-grossetana, Siena, Nuova Immagine, 2006, pp. 116, 361.

Guaita O., Le ville della Toscana: una passeggiata nel verde e nella storia alla scoperta delle bellissime residenze signorili incastonate tra le colline di tutta la regione, Roma, Newton Compton, 1997, pp. 412 – 415.

Altre fonti:

Scheda ICCD di riferimento: ASBAP Si e Gr scheda di catalogo n. 09/00384742 (compilata da G. Capecchi, 1994).

Autore scheda: Silvia Vellini

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