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Mulino Il Moro

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Pendenza del terreno

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Un palmento

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Magazzino

Mulino Il Moro

Comune: Colle di Val d’Elsa

Descrizione: L’attività del cosiddetto Moro ebbe inizio nei primi anni del 1300: vi si produceva carta bombacina, ottenuta infrangendo minuziosamente gli stracci in un pesto dal quale si ricavavano i fogli di carta.

Si suppone che la cartiera utilizzasse due gualchiere per sfibrare e raffinare gli stracci. Vi era poi una caldaia nella quale si bollivano i “carnicci” dai quali si ricavava la colla animale, essenziale per migliorare la consistenza e l’impermeabilità dei fogli.

La proprietà dell’edificio era del Comune, così come quella di tutti gli edifici produttivi situati sulle Gore. Gli affittuari della cartiera provenivano da Villa Basilica e solo nei registri del 1338 appare un cartaio colligiano.

Dal 1378 troviamo l’edificio ingrandito, probabilmente dotato di un soprastante essiccatoio per i fogli, e dato in gestione a Michele di Cola per venti anni. Vi fu impiantata anche una gualchiera da panni e delle ruote per lavorare i “ferramenta”, attività nella quale gli artigiani colligiani eccellevano (le spade e le lame prodotte erano in effetti di ottima fattura e dotate di una punzonatura che ne attestava l’origine).

Nel Quattrocento, la carta prodotta a Colle viaggiava fino a Pisa, dove veniva imbarcata e commercializzata a Barcellona, in Sicilia e in tutto il Mediterraneo.

Nella cartiera, che all’inizio produceva solo carta bombacina ottenuta con un pesto di ottima qualità, furono col tempo introdotte anche lavorazioni di minor pregio, dalle quali si ricavava carta nera adatta agli imballaggi. A questo particolare tipo di carta si deve far risalire la denominazione “del Moro”.

Nella seconda metà del Quattrocento, la famiglia Dini entrò in possesso della cartiera e con alterne fortune ne rimase proprietaria fino alla metà dell’Ottocento. Furono i Dini a chiedere più volte, nel corso del Settecento, una riconversione della cartiera in edificio da carta bianca per aumentarne il valore. Tuttavia, nei decenni successivi, il ruolo trainante che la cartiera aveva avuto si esaurì, mentre l’impianto di nuove cartiere a Prato e la liberalizzazione del mercato determinarono una crisi irreversibile del settore. Così, il 4 luglio 1850, la famiglia Dini firmò l’atto di vendita dell’immobile in favore di Pio di Francesco Buccianti, commerciante di grano, che inizialmente utilizzò il Moro per la produzione di olio di lino. Sarà quindi Giuseppe Buccianti, nel 1874, a trasformare l’edificio, ampliandolo e facendolo diventare il mulino del Moro.

Successivamente, l’edificio fu acquistato dai Paciscopi e infine, nel 1925, dai Provvedi. A quel tempo, l’edificio era strutturato in due piani e sormontato da un’ampia terrazza. Dall’ingresso su via dei Botroni si accedeva alla stanza dove erano collocate sei macine in pietra, che funzionavano grazie ai ritrecini. Nella parte superiore, vi erano stanze adibite a magazzino per conservare i cereali da macinare, il “buratto” che veniva utilizzato per raffinare il macinato e lo “svecciatore”, che serviva a ripulire le granaglie. La terrazza serviva per soleggiare i cereali umidi, evitando lo sviluppo di muffe.

Il mulino, condotto dal mugnaio Maris Provvedi, è rimasto attivo fino al 1985. Nelle stanze del Moro, adesso sede di un ristorante, sono raccolti otto secoli di storia produttiva della città di Colle.

Bibliografia: 

Bastianoni C., Ninci R. e Casprini F., Guida Storica illustrata di Colle di Val d’Elsa, Pisa, Pacini Editore, 2011.

Braccagni M., I Buccianti: una famiglia emergente nella Colle di metà Ottocento, Colle di Val d’Elsa, C.G.I. Modernografica, 2001, pp. 43-55.

Ninci R., Il mulino detto il Moro già cartiera (secc. XIII-XX): appunti per una storia economica di Colle Val d’Elsa, Colle di Val d’Elsa, C.G.I. Modernografica, 2001.

Sabbatini R., Una manifattura in cerca di protezione, capitali, capacità imprenditoriali: le cartiere di Colle dalla riforma dei capitali alla fine dell’Appalto (1548-1749) in P. Nencini (a cura di), Colle di Val d’Elsa: diocesi e città tra ‘500 e ‘600, atti del convegno di studi (Colle Val d’Elsa, 22-24 ottobre 1992), Castelfiorentino, Società Storica della Valdelsa, 1994, pp. 307-340.

Altre fonti:

Archivio di Stato di Siena, Comune di Colle, reg.64, cc. 143r-145v.

Autore scheda: Annica Gelli

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